La breasola è una diffusa tipologia di insaccato, tipicamente legato alla tradizione italiana che viene spesso identificata in una forma di elemento dalla colorazione rossa viva, accesa nel colore dal sapore delicato, quasi sempre si fa riferimento alla breasola “tradizionale” che è quella originaria di una zona molto specifica del Settentrione.
La più conosciuta è quella della Valtellina, nonchè l’unica che identifica una denominazione DOP, riconosciuta quindi come cibo d’elite, in quanto è tra i pochi insaccati ad essere configurati come “non sconsigliabili” anche per un consumo relatiavamente frequente. Se la maggior parte della breasola proviene dalla carne di manzo, esistono varianti sempre più diffuse come quella di tacchino.
La breasola di tacchino indica una delle varianti più diffuse anche sotto forma di confezionatura oltre che presso i banchi della salumeria ed è attualmente anche l’unica forma che viene concepita attraverso la carne bianca e non la carne rossa. Ma questa forma di breasola cosa contiene, e come viene concepita? Ed è cruda o cotta?
Breasola di carne bianca
In generale le carni bianche ossia quelle proveniente dal pollame sono soggette a controlli e vengono cotte, ed è il caso anche della breasola di tacchino che in realtà non viene propriamente cotta nella maggior prate dei casi ma può essere sottoposta ad una leggera affumicatura. Generalmente per la breasola di tacchino, vengono usati tagli specifici.
La fesa che è una delle parti più selezionate oppure il petto, essendo come detto carne bianca quindi di pollame, viene sottoposta a seconda dei casi ad un cottura, generalmente al vapore oppure tramite bollitura. Dopodichè la carne selezionata viene sottoposta a marinatura ed insaporita con spezie ed erbe aromatiche, e portata ad una staigonatura.
Per un buon prodotto la stagionatura è solitamente lunga alcuni mesi, ed esattamente come la breasola tradizionale realizzata con carne di manzo, viene solitamente venduta già tagliata, disposta in vaschette già pronte all’uso, dal colore tipico acceso, più tendente al rosso rispetto alla comune canre di tacchino presso la salumeria che è rosata.
Fa bene?
Non è una breasola al 100 % proprio perchè seppur segue in modo tradizionale il processo produttivo post selezionatura, è costituita da una carne bianca, quindi viene concepita una forma di cottura anche leggera. Questo serve a debellare ed eliminare i rischi di alcuni batteri che sono legati alla carne del pollame che può identificare un rischio biologico effettivo da considerare.
Al tempo stesso la breasola di tacchino può configurarsi come una buona alternativa alla comune carne, perchè spesso il processo alla quale viene sottoposta risulta essere rafforzativo nei termini proteici ed è leggermente più saziante. In generale la carne di tacchino è decisamente proteica e meno “pesante” da digerire rispetto a quella rossa.
Attenzione però solo al contesto di elementi “aggiuntivI” come il sale oppure conservanti, che se in quantità eccessive possono portare problemi in particolare alla pressione arteriosa e non rivelarsi la scelta salutare che magari possiamo immaginare inizialmente. Anche se è banale, ricordarsi sempre di verificare la presenza di elementi sull’etichetta visto che si tratta di un prodotto confezionato.
Bresaola per dimagrire
La breasola, in senso generale è una buona fonte di nutrienti anche per gli sportivi essendo ricca di proteine come detto, ma anche ricca di ferro e tendente ad essere concepita come una forma di cibo adatta anche a chi non fa ricorso ad insaccati molto spesso. Infatti ha un impatto e contenuto di grassi molto ridotto rispetto ad altre varietà.
Viene indicata anche utile nelle diete ipocaloriche, anche se nelle configurazioni tradizionali quindi con carni rosse, di manzo, cervo, maiale o cavallo può configurarsi come cruda, elemento che può essere mal tollerato da alcuni, mentre va evitato presso altre forme di consumatori come ad esempio le donne in stato interessante che possono essere soggette a problematiche come la toxoplasmosi, derivante da un batterio.
In una dieta bilanciata la breasola può essere consumata anche fino a 3 volte a settimana, lo stesso riguarda anche come ritmo medio di consumo la breasola di tacchino che come detto non segue il concetto produttivo, l’iter diretto della bresaola. E’ una buona alternativa, quindi controllando con sufficiente attenzione la provenienza ed il contesto produttivo.
Salume o insaccato?
I due termini non sono sinonimi, infatti un salume definisce un tipo di prodotto a base di carne che viene concepito utilizzando vari tagli dello stesso animale, quindi è un salume ad esempio la mortadella oppure il tradizionale salame nelle varie forme. Il prosciutto crudo o cotto ma anche lo speck o la breasola invece sono insaccati in quanto costituiti da un unico pezzo di carne, stipato in un “sacco” generalmente un budello artificiale o animale.
Generalmente vanno evitati nel consumo i tipi di carne molto lavorata e stagionata ma anche salata, ovviamente incide anche la qualità della carne utilizzata. Generalmente gli insaccati sono meglio tollerati dai nutrizionisti, specialmente quando si parla di breasola, che ha una conformazione mediamente semplice risultando anche meno ricca di grassi in senso generale.