Pomelo e pompelmo sono la stessa cosa? La risposta è no. Anche se il nome, simile, potrebbe trarre in inganno, è bene sapere che non stiamo parlando della stessa cosa. Per cui, se si va al supermercato, chiedendo una cosa rispetto ad un’altra, si potrebbe restare delusi, arrivati a casa.
Per questo motivo, oggi ci concentriamo sull’argomento, analizzando da vicino le due cose. E cercando di capire, quale effettivamente è la differenza. Chi ha una certa esperienza in cucina, sa perfettamente di che cosa stiamo parlando, ma qualcuno potrebbe trovarsi davanti a questa distinzione, per la prima volta nella sua vita.
Quindi: che differenza ci sta tra il pomelo e il pompelmo? E in che modo si possono riconoscere le due cose, anche prestando poca attenzione, al momento del loro acquisto? Approfondiamo il discorso, per potere avere una riposta concreta, e che finalmente ci metta al riparo da altri errori grossolani.
Pomelo: di cosa si tratta?
Il pomelo, è il frutto prodotto dall’arbusto, sempreverde, Citrus Maxima. Un frutto che tutti conoscono, per essere il più grande agrume esistente. Ha un sapore dolciastro e dissetante, forse anche per questo motivo viene impiegato in tante ricette. Delle volte, lo si trova anche dentro i frullati o prodotti dolciari.
E ancora: è un frutto che ha una natura terapeutica, per via del fatto che nonostante le sue dimensioni, è molto ipocalorico. Per cui, è importante nel caso in cui, si stia cercando di perdere del peso. Anche la sua profumazione è intensa, ed è più aspro dell’arancia, ma al tempo stesso dissetante.
Si considera un frutto invernale, infatti fa parte della stagione che va da Settembre fino al mese di Gennaio. Una cosa è certa, è gradevole al palato, per cui, mangiarlo, non è mai una scelta sbagliata. E’ sempre utile, averlo in casa, anche per la preparazione di qualche ricetta particolare.
Il pompelmo invece
Il pompelmo, invece, è il frutto del Citrus Paradisi: una varietà che pare derivare dall’unione tra arancia e pomelo. Il colore della sua buccia varia, da rosa a rossastro, per via della sua fonte di licopene. E poi, al suo interno ci sono anche tanti fitonutrienti, che hanno proprietà benefiche.
Il periodo giusto per potere coltivare il pompelmo è quello che inizia a Novembre e finisce a Maggio. Tra i suoi benefici, ci sta quello di essere una grande fonte di vitamina C, quindi ottimo per il sistema immunitario. Combatte poi inoltre l’infiammazione e protegge la salute cardiovascolare, contrastando l’ossidazione del colesterolo.
Per finire, assumere il pompelmo, pare faccia anche bene per proteggere il corpo, dai calcoli ai reni, dal cancro al colon e quello al polmone. Infine, questo agrume aiuta anche a ridurre i livelli di insulina nel sangue. E aiuta anche, a non prendere troppo grasso, per cui a non ingrassare.
Differenza tra pompelmo e pomelo
Come accennato prima, i due frutti molto spesso vengono confusi, ma sono molto diversi. E lo sono, sia dal punto di vista botanico che organolettico. Per cui, il pomelo è l’infruttescenza dell’albero di Citrus, che nasce in Thailandia e in Malesia, mentre il pompelmo è il frutto della pianta del Citrus Paradisi.
Il pomelo, ha un gusto che va tra il dolce è l’acidulo, mentre il pompelmo è abbastanza amarognolo. Senza contare, che come detto prima, il pomelo ha delle dimensioni decisamente maggiori, rispetto a tutti gli agrumi che esistono in commercio. Sembra quasi una pera, vista la sua conformazione rotonda e unica.
La buccia, invece si presenza sia liscia che ruvida, ed ha anche delle cellula oleose, che poi sulla superfice esplodono come dei punti verdi. Il colore, va dal giallo al rossastro, verso l’arancione. Il pompelmo ha delle dimensioni contenute e poi è rotondo, con la buccia liscia e colorata, che va dal giallo al rosa.
Per finire
Insomma, i due frutti non si possono davvero confondere. Sono tante le cose che li differenziano e che non possono non essere notate. Si comincia dal colore e dal tocco. Per poi proseguire, con il sapore e anche la loro grandezza. Quando si va a fare la spesa, si deve tenere conto di queste cose.
Poi, è sempre una questione di gusto, alcuni preferiscono uno rispetto ad un altro. Ma a prescindere da questo, si tratta di due agrumi molto buoni, che si possono consumare da soli, o anche dentro a frullati o a ricette di dolci e non solo. Vale la pena, provarli, e decidere poi quello che piace di più.