Prosciutto crudo, prosciutto cotto, salame, mortadella… Questi sono solo alcuni dei salumi che rappresentano una parte della tradizione italiana, e non solo, in cucina. Alimenti versatili e pratici, essi rappresentano un modo molto gustoso e veloce per consumare pasti, come il pranzo e la cena, ma anche per spezzare la fame, consumandoli come spuntino.
Tra gli insaccati, in particolare, il salame rappresenta uno dei più apprezzati e amati. I motivi? Sicuramente il suo sapore spiccato, la sua consistenza morbida e piacevole al palato e il retrogusto di pepe che dà all’insaccato un sapore irresistibile. Nonostante la bontà e il fatto che il salame riesca a conquistare il palato di grandi e piccini, viene spesso inserito tra gli alimenti da evitare.
C’è una buona notizia! Infatti, a meno che non si sia preso parte a una dieta personalizzata e creata appositamente da professionisti del settore nutrizionale, come dietologi, nutrizionisti e dietisti, il salame potrebbe essere consumato senza doversi necessariamente sentire in colpa, purché sia assunto in dosi non eccessive e nell’ambito di una dieta variegata e sana.
Salame: di cosa si tratta?
Come accennato nei paragrafi introduttivi, il salame è un alimento che fa parte dei cosiddetti insaccati. Si tratta, di conseguenza, di un prodotto a base di carne e, in particolare, solitamente a base di maiale. Per poter ottenere il salame che tutti conosciamo, la carne deve essere sottoposta a diverse fasi di lavorazione.
Si parte con la macinatura, seguita dall’aggiunta di spezie, tra cui il pepe. A questo punto, la materia prima così lavorata viene solitamente insaccata per conferire ad essa la forma che tutti conosciamo e, infine, sottoposta a stagionatura per un periodo di mesi differenti a seconda dei casi. È proprio grazie a quest’ultima fase che il salame acquisisce il sapore e la consistenza che tutti conosciamo.
Esistono numerosissimi tipi di salame e, in Italia, alcune regioni hanno dei salami tradizionali. Basti pensare al famoso salame toscano, la cui caratteristica principale è rappresentata dalla presenza di grani interi di pepe nero all’interno della carne macinata che conferisce all’insaccato un sapore molto speziato e prorompente. Altri esempi sono il salame Milano e il salame Napoli.
Il salame e le sue caratteristiche nutrizionali
Spostandosi nell’ambito nutrizionale, possiamo affermare che il salame rappresenta un alimento ricco di proteine animali, essendo prodotto a partire da carne di maiale (e non solo) ma anche di grassi. In particolare, le proteine presenti all’interno del salame sarebbero proteine ad alto valore biologico che quindi andrebbero a supportare la massa muscolare.
I grassi contenuti nel salame, poi, sarebbero rappresentati per la maggior parte da grassi saturi, anche se una discreta quantità sarebbe formata da grassi insaturi e, in particolare, monoinsaturi. Ma non è finita qui! Il salame Infatti, conterrebbe anche alcuni sali minerali, come lo zinco e il ferro, e alcune vitamine appartenenti al gruppo B.
Quello che renderebbe il salame tra gli alimenti “demonizzati” e considerati non salutari, oltre alla presenza di elevate quantità di grassi saturi, sarebbe la percentuale significativa di sodio, di additivi di vario tipo e di conservanti. È proprio quest’ultimo aspetto, quindi, a rappresentare il motivo principale per cui il salame dovrebbe essere consumato in maniera moderata.
Scopri come mangiare salame senza sensi di colpa!
Nel caso in cui si conduca una vita sana, caratterizzata da un’alimentazione variegata ed equilibrata, il salame potrebbe essere un alimento da includere, seppur consumato in maniera non eccessiva e non frequente. Per poter mangiare salame senza sentirsi in colpa, è possibile mettere in pratica alcuni accorgimenti che potrebbero essere utili.
Un primo passo che può essere fatto è cercare di consumare adeguate quantità di questo insaccato, in modo tale da poterselo gustare senza andare ad assumerne una quantità eccessiva. Una porzione di due o tre fette potrebbe essere l’ideale, per massimo due volte alla settimana. Molto importante, inoltre, sarebbe la scelta di salami di elevata qualità, meglio se artigianali, biologici e prodotti con ingredienti genuini.
Un ulteriore accorgimento, poi, sarebbe rappresentato dal momento della giornata in cui consumarlo: il salame dovrebbe essere consumato a pranzo, per poter avere il tempo di metabolizzarlo durante il corso della giornata. Un’ulteriore possibilità a nostra disposizione è rappresentata dalla presenza in commercio di insaccati a base di carne più magra, come quella di tacchino.
E ancora…
Un ultimo aspetto da considerare, che tuttavia non risulta meno importante degli altri, è l’alimento o gli alimenti che si vanno ad abbinare all’insaccato in questione. Infatti, per poter rendere un pasto bilanciato, è necessario accompagnare gli insaccati con alimenti genuini come il pane integrale o le verdure. Il motivo?
Rendere il pasto equilibrato dal punto di vista calorico e aggiungere macronutrienti essenziali e ulteriori rispetto ai grassi e alle proteine presenti nel salame, contenuti in pane integrale, ovvero i carboidrati. Le verdure, invece, promuoverebbero l’apporto di fibre molto utili per migliorare la digestione e favorire la peristalsi intestinale. Questo articolo è a scopo puramente informativo e non si sostituisce al parere del medico.